LA CASA COLONICA

La casa colonica, nota anche come casolare, è una abitazione rurale, costruita in aperta campagna, che veniva messa a disposizione di gruppi di persone, legate da vincoli familiari, i “coloni”, che la utilizzavano come fissa dimora per lavorare le terre adiacenti.

Anche se sicuramente antecedente, troviamo le prime tracce codificate della sua origine al tempo dell'antica Roma quando le colonie venivano individuate e descritte utilizzando il nome di chi le aveva fondate, di solito un console o un imperatore. Per fare degli esempi: Colonia Augusta Agrippinensis, Colonia Ulpia Traiana.

I coloni non erano quindi proprietari ma occupanti della casa, che custodivano, per dedicarsi a tempo pieno alla coltivazione dei fondi limitrofi, in forza di un rapporto di mezzadria. Del raccolto che riuscivano a realizzare dovevano consegnare una parte, la metà o una diversa misura di volta in volta concordata, al padrone del fondo, e della casa colonica, che nella stessa misura partecipava al pagamento delle relative spese. Questo assetto contrattuale imponeva al mezzadro di produrre molto di più di quanto fosse necessario per la sussistenza propria e della famiglia per compensare i magri raccolti che potevano di volta in volta verificarsi. Il colono aveva l'obbligo di tenere un registro (prima nota) nel quale annotava tutte le spese e tutti i ricavi, che veniva esaminata e approvata dal proprietario che talvolta non controllava direttamente il lavoro svolto dai Coloni ma si avvaleva di una persona di fiducia chiamata comunemente castaldo. Il sistema a mezzadria fu utilizzato fino agli inizi degli anni 70 quando ne venne vietata la stipulazione di nuovi contratti.

Le case coloniche erano edifici costruiti in pietra o in muratura e racchiudevano tutto ciò che era necessario alla vita contadina sia abitativa degli occupanti che alla coltivazione del terreno ed all’allevamento del bestiame.

Erano generalmente disposte su due piani, il piano terra dove si trovavano le stalle, a volte il fienile, ed era adibito anche per il ricovero degli attrezzi e servizi vari, e un piano sovrastante dove si trovava la zona adibita ad abitazione dei coloni e dove la stanza più importante era la cucina, che inglobava il soggiorno, nella quale era posto un ampio focolare che oltre a cucinare serviva a riscaldare l'intera casa e dove dormivano tutti gli occupanti ai quali, suddivisi per nuclei familiari, erano assegnate le stanze adiacenti. Il bagno era esterno, non direttamente collegato all'abitazione

Ci sono altre caratteristiche peculiari di queste proprietà rurali, ad iniziare dalla tinteggiatura sulle pareti esterne, di diverse tonalità di rosso e la presenza di un riquadro bianco dove era indicato il nome del proprietario e il numero della colonia stessa.

Queste case avevano quasi esclusivamente una pianta rettangolare ed erano strutturate su due piani, con una minima sporgenza rispetto alle pareti esterne della copertura del tetto che era realizzata con coppi a file alternate, concave e convesse, per lo scolo delle acque e nella maggior parte dei casi erano prive di grondaie che, quando presenti, servivano ad incanalare le acque piovane in cisterne.

Gli architravi di porte e finestre potevano essere in legno, mattoni o cemento e spesso la chiave di volta era in pietra mentre erano in legno le travi di sostegno.

All'esterno ogni casa colonica era circondata da una grande aia dove si trebbiava il grano e dove scorrazzavano diversi animali che venivano allevati. Nelle adiacenze della casa vi era sempre un pozzo per attingere l’acqua ed un forno per cuocere il pane.

Oltre ad un loggiato, in cui venivano riposti alcuni prodotti alimentari, a volte era presente una colombaia, una sorta di magazzino in cui era presente un letto per chi veniva da fuori ad aiutare nei lavori.

L'avvento dell’industrializzazione negli anni 50-60 indusse molti contadini ad andare a vivere in città per lavorare nelle fabbriche, determinando l’abbandono di molte case coloniche e lo spopolamento delle campagne. Col boom economico e l’estensione delle aree urbane molte case coloniche furono abbattute per fare spazio a insediamenti abitativi di più grandi dimensioni.